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Monterotondo Tolentino
Era dai tempi di Civitavecchia Monterotondo, match giocato nella stagione 94/95, che non si vedevano tutti questi tifosi eretini in trasferta per seguire la squadra della propria città. Anche allora la posta in palio era alta e cioè una buona fetta di serie C. A quel tempo il Monterotondo cedette per due a zero ma, quest'anno, sembrava proprio che le cose potessero andare diversamente. Il Tolentino è in testa dalla prima giornata di campionato e, fino ad ora, non ha mai ceduto neanche per un turno la vetta della classifica. Il Monterotondo va quindi nella tana del leone sotto di una sola lunghezza con tante speranze e sogni. Gli stessi sogni che hanno i circa duecento supporters gialloblu che decidono di andare a vedere Malizia e compagni per portargli tutto il loro incitamento e la loro euforia. Neanche la distanza e le condizioni sfavorevoli del tempo (meno sei gradi e abbondanti nevicate), scoraggiano la Brigata Eretum. Per tutta la settimana precedente il match, i giocatori del Monterotondo cercavano di sapere se, tutti quei tifosi, sarebbero poi venuti veramente fino a Tolentino. Gli ultras non hanno voluto deludere. Per far fronte alla grande adesione a questa trasferta, il Comune di Monterotondo, grazie all'assessore Ruggeri e all'appoggio dell'AC Monterotondo, mette a disposizione dei tifosi due pullman, uno a due piani e uno singolo. Gli ultras volevano preparare qualcosa di speciale per questa partita ed ecco subito l'idea: sessanta magliette uguali a quelle dei loro beniamini con tanto di nome e numero personalizzato. La mattina alle dieci, sono circa centocinquanta le persone in attesa nella piazza di Gesù Operaio, le altre raggiungeranno la città marchigiana con mezzi propri. L'emozione la mattina è tanta perché si ripete un evento che si pensava non si potesse più verificare: il cuore pulsante del calcio monterotondese di nuovo riunito e pronto a macinare chilometri. Il viaggio in pullman fila via veloce grazie ai numerosi canti. Viaggia via veloce soprattutto perché i conducenti decidono di non effettuare neanche una sosta fino all'entrata di Tolentino. Lì infatti, ad aspettare gli autobus, è pronta una volante dei carabinieri che scorterà i pullman in città. I monterotondesi si trovano di fronte una città blindata con intere strade bloccate ed uno spiegamento di forze dell'ordine degno della seria A. Appena scesi dai mezzi e una volta messe in spalla bandiere e stendardi, alla spicciolata, gli eretini cominciano a fare il loro ingresso all'interno della curva a loro assegnata dal Tolentino. I giocatori allenati da mister Fratena si accorgono di quello che sta succedendo e si spostano a fare riscaldamento sotto la curva dei propri sostenitori. Dopo alcuni sfottò con al tifoseria avversaria, i gialloblu cominciano ad invocare nome per nome i loro beniamini veramente esterrefatti per il grande affetto dimostrato dai loro tifosi. Sgherri, Blasimme, il capitano Paolo Malizia: vengono tutti invocati ricambiando immediatamente il saluto. Il tempo è pessimo: nevica abbondantemente anche se qualche gialloblu coraggioso riesce a rimanere in canottiera e, in alcuni momenti, anche a dorso nudo. Il morale all'interno della brigata è alto e si canta senza sosta anche prima del fischio d'inizio. Inizia la gara e si capisce subito che la sfida non sarà facile: pronti e via e Calisti salva una palla sulla linea. Gli ultras però non perdono fiducia e sostengono con ancora maggiore veemenza la loro squadra che comincia a giocare sul serio dando molto spettacolo. La prima frazione di gioco si chiude sullo zero a zero ma gli eretini sono soddisfatti della grinta e della determinazione della loro formazione. Secondo tempo, quattordicesimo minuto: gol di Fratoni. Delirio puro. Fratoni e Sgherri si arrampicano sulla rete di protezione per festeggiare con i loro tifosi che ricambiano urlando sempre più forte “GOL”. La tifoseria gialloblu è in completa estasi sportiva. Il beniamino della curva, Malizia, viene sotto la brigata e chiede ai suoi ragazzi di continuare a cantare perché i prossimi minuti non saranno sicuramente facili. Il Tolentino cerca di tirare fuori la testa ma il Monterotondo controlla bene. Sembra si stia per realizzare un sogno. “Ancora non ci voglio credere, ancora non ci voglio credere” ripete con insistenza un ultrà gialloblu. Il ricordo di tante amarezze è ancora vivo ma sembra che questa sia la volta buona per cancellarle tutte. A tempo praticamente scaduto il Tolentino pareggia. Morale sotto le scarpe. Il capo ultrà però non ci sta e chiede a tutti di continuare a cantare: ricomincia così la festa sugli spalti. A fine gara, Sgherri comincia a dare la mano ad uno ad uno a tutti i tifosi scusandosi a nome di tutti per non essere riuscito a portare a casa i tre punti. Ai gialloblu però non importa. È stato bellissimo vedere una formazione come il Monterotondo, grintosa e mai doma. Come gran finale, lancio di maglietta da parte di tutti i giocatori, vogliosi di lasciare un ricordo a tutti quei ragazzi in visibilio per una squadra di calcio. I carabinieri fanno poi risalire tutta la comitiva sui pullman. Il viaggio di ritorno è ancora più faticoso del primo. Purtroppo sarebbe potuta essere una festa. In fin dei conti va bene così. Molte di quelle persone non si vedevano da anni e il Monterotondo è stato un pretesto buono per ritrovarsi tutti insieme. Inoltre, nonostante il pareggio, l'euforia era la stessa della partenza: vedere una squadra come quella gialloblu non capita di certo tutti i gironi. Matteo Torrioli |