Hotel La Colonna


Porta di S.Rocco novembre 1867



Gli scontri presso S. Rocco (stampa '800)




Ritratto di Garibaldi
25 ottobre 1867
O Monterotondo o morte

L'ordine di attaccare Monterotondo era stato dato la mattina del 24 ottobre. Subito vennero occupati il convento dei Cappuccini e quello di S.Maria, trasformato poi in infermeria. La resistenza dei papalini fu strenua: tutte le mura, la porta di San Rocco e il castello (allora di proprietà del Principe di Piombino), erano presidiate da guarnigioni di dragoni, carabinieri e antiboini. Garibaldi nel dirigere l'attacco, si espose pericolosamente al fuoco nemico e il Vigiani, uno dei garibaldini più valorosi, preoccupato per il generale gli urlò: "Aspetti almeno di morire a Roma!". Si racconta che non fece in tempo a terminare la frase che cadde colpito mortalmente alla testa da un proiettile. Stessa sorte toccò all'eretino Fabio Giovagnoli, colpito in uno scontro a fuoco vicino alla chiesa Madonna di Loreto. Vicenda ancora più triste per il fatto che il giovane cadde proprio sotto le mura della sua cittadina, a poche centinaia di metri dall'abbraccio dei suoi genitori. Dopo tredici ore di duro combattimento sotto la Porta di San Rocco, Garibaldi mostrò qualche segno di impazienza. "Oh! insomma bisogna vincere!" borbottò accingendosi egli stesso a preparare barricate volanti con legna, barili vuoti e zolfo: era chiara la sua intenzione di dar fuoco alla porta. Fece spegnere le luci del convento di S.Maria e buttò giù una "scodella di grani di frumento bollito e condito con un po' di lardo" gustandolo come fosse cibo da re.
Alle otto di sera la Porta di San Rocco iniziò ad ardere e a mezzanotte venne definitivamente abbattuta. Sulle braci ardenti scivolarono rapidamente i garibaldini che occuparono case e vicoli intorno al castello. Dopo la pausa notturna all'alba si riniziò a sparare. Alle otto del 25 ottobre De Cortes, il comandante dei papalini , fece sventolare la bandiera bianca. Inferociti per la dura resistenza oppostagli, i garibaldini passarono alle armi alcuni papalini catturati in via Grande (l'attuale via Cavour?) ma fu lo stesso Garibaldi ad intervenire e proteggere gli altri che si erano arresi. La via per Roma era aperta ma da Civitavecchia, sbarcati dal bastimento Passepartout, si approssimavano le truppe francesi con i micidiali fucili chassepots. (f.c.)

Tutti i diritti sono riservati © 2002. Studio Idea Via Martiri di Kindu, 2 - Monterotondo (RM) - Tel. 0690622546