CENTROCART


1927, la Virtus prima rappresentativa di Monterotondo fotografata nel cortile di Palazzo Orsini



1930 circa, il Monterotondo nel campo Cecconi




La squadra del Monterotondo nel 1945, in basso accovacciati David, Polverisi e Sbergamo
9 aprile 1944
Palle, pallini e lepri

La data non è certa. Abbiamo scelto il 9 aprile ovvero la domenica di Pasqua del 1944, per un particolare della storia, che apprenderete. La guerra continuava a mietere morte e distruzione. le bombe degli americani erano cadute su Mentana e per una volta si era messa da parte la tradizionale inimicizia tra i due paesi e i monterotondesi avevano aiutato i cugini a scavare nelle macerie. Qualcuno pensò allora di celebrare la rinata amicizia con una partita amichevole tra le rappresentative dei due paesi. C'era ancora il ricordo degli scontri omerici che puntualmente scoppiavano tra le opposte tifoserie in occasione dei derby. Risse condite da sonori ceffoni, da calci sul di dietro, insomma cosucce innocenti se confrontate alla violenza a cui assistiamo adesso. Stavolta tutto però sembrava andare per il meglio. Quando alla mezzora un tiro dell'ala destra del Mentana, Stemio, venne indirizzato a rete, iniziarono i primi battibecchi. Il problema è che non c'erano soldi per comprare la rete e così quando il pallone finì fuori del campo, i mentanesi sostennero che la palla era passata tra i legni, i monterotondesi che era uscita fuori. In porta per il Monterotondo giocava il mitico Alessandro Polverisi, detto paperino ma il riferimento non era a grossolani errori del numero uno quanto al suo incidere e muoversi con grazia lungo la linea di porta. Arcigno guardiano della fascia sinistra Nello Sbergamo, detto scalabrino. Corsaro sulla fascia destra, Renzo David, detto sorenrichetta. Fermiamoci qui. Gli animi si erano surriscaldati, in campo e sugli spalti. L'arbitro, il maresciallo di Marina, Caruso non riusciva a tenere a freno i giocatori. Il caso volle che nelle vicinanze dello stadio Fausto Cecconi ci fosse un banchetto (forse pasquale... con la lepre che sostituiva l'agnello?) e che le urla dei litiganti e lo scoppio di qualche petardo sugli spalti spaventassero una lepre invitata al festino con l'ingrato compito che potete immaginare. La lepre s'infilò in mezzo al campo e in breve tutti si ritrovarono, uniti, a rincorrere il malcapitato animale. La fine fu lieta quasi per tutti. Per la lepre, no, che, catturata, tornò sulla tavola dei festanti. Monterotondesi e mentanesi invece tornarono a riabbracciarsi.

(f.c.)

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